Associazione Risveglio
Voce al silenzio ... testimoni nella Parrocchia di S. Raimondo Nonnato a Roma.
In occasione della festa patronale la parrocchia San Raimondo Nonnato (via del Casale Ferranti, 64) ha organizzato una 4 giorni (da giovedì 11 Giugno a Domenica 14 Giugno 2009) per dar voce alla difesa della vita umana. Iniziative di solidarietà, musica, danza. Padrino d’eccezione dell’evento, Gianluca Sciortino, risvegliatosi dal coma ascoltando le canzoni di Antonello Venditti. L’associazione onlus «Risveglio» ha portato testimonianze di vita per dare voce al silenzio.
Allegati:
RomaSette_090615 (5.57 kB)
Avvenire_090611 (89.21 kB)
"LIBERI PER VIVERE, AMARE LA VITA FINO ALLA FINE"
"L'ASSOCIAZIONE RISVEGLIO O.N.L.U.S. PORTAVOCE DELLA VITA"
Uno, cento, mille incontri in ogni angolo d’Italia per prendere coscienza sui valori in gioco nella fase finale della vita, che non è mai disponibile ed è sempre unica e irripetibile. E’ questo l’impegno assunto dai presidenti delle associazioni locali di Scienza & Vita convocati d’urgenza a Roma per approfondire il contenuto del Manifesto “Liberi per Vivere”, lanciato il 20 marzo scorso e sottoscritto da 41 associazioni, movimenti e nuove realtà ecclesiali.
«È una legge che rispetta le nostre famiglie» di Francesco Napolitano
L’ Associazione Risveglio ha seguito e segue molteplici casi di 'stato vegetativo' conseguenti a gravi cerebrolesioni acquisite. In alcuni casi, purtroppo, questo stato può durare a lungo, a volte in via permanente; a volte si assiste solo a timide reazioni di minima responsività, tali da non consentire alcun sia pure elementare approccio con il mondo esterno. In altri casi ci sono, anche a distanza di anni, risposte più significative. Con riguardo al ddl all’esame del Parlamento riteniamo di poter svolgere, con riguardo al segmento di cui ci occupiamo, alcune osservazioni e considerazioni ben precise e ferme.
I PROTAGONISTI
di Francesco Napolitano – Presidente Associazione Risveglio O.N.L.U.S.
E’ ormai chiaro a ciascuno di noi che Eluana, pur nella sua disabilità, era una persona autonomamente viva, vitale, capace di dare e ricevere amore, cioè proprio quel sentimento, quell’afflato per cui siamo stati creati e che comunque costituisce il valore supremo dell’uomo. Sappiamo che Eluana era accudita amorevolmente e che non aveva clinicamente bisogno di nulla, se non di acqua e cibo.



