Associazione Risveglio

Un invito per tutti: "Labirinto di Specchi"

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icon Labirinto di specchi - Invito (3.58 MB)

Ragazzi  che hanno vissuto l'esperienza del coma, attori e volontari danno vita ad uno spettacolo teatrale con l'aiuto ed il supporto dell'Associazione culturale "Capsa International".Il percorso intrapreso parte dall’utilizzo del teatro in situazione terapeutica per arrivare a produzioni artistiche dotate di una propria poetica (questa è la terza rappresentazione che viene messa in scena!), che nasce  dalla peculiarità della composizione del gruppo.
Un laboratorio espressivo a tutti gli effetti.
L’esperimento è pienamente riuscito e le persone coinvolte continuano con entusiasmo un'esperienza molto utile per il loro reinserimento sociale e, ci auguriamo, ancora lo sarà per altri ragazzi che stanno compiendo quel difficile e lungo cammino verso il risveglio.

Vi aspettiamo numerosi Sabato 13 Dicembre 2008 alle ore 17:30 presso la tensostruttura dell'Ospedale San Giovanni Battista - Roma!

 

... la vita di mia moglie ...

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Questo Stato di diritto mi ha dato un diritto in più: poter decidere della vita di mia Moglie

La sentenza emessa sul caso Eluana Englaro consente, da oggi in poi, di poter porre fine alla vita delle persone in stato vegetativo (SV) con determinati requisiti per fame e sete. A questo punto non possiamo non chiederci: -ma è una sentenza in linea con i principi umanitari e degna di una società civile?- credo che la risposta sia unanime; e poi: - ma si è certi che una persona in Stato Vegetativo non sia in grado di soffrire? - si sappia, una volta per tutte, che ad oggi la scienza non è assolutamente in grado di stabilirlo e quindi di dichiararlo. Alcuni esperti, e sono la minoranza, semplicemente lo presumono.

 

L'ultima speranza: "Noi, custodi delle vite sospese dei nostri cari"

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Rassegna Stampa

da "Il Messaggero" di Carla Massi

icon L'ultima speranza: «Noi, custodi delle vite sospese dei nostri cari» (19 kB)

ROMA (10 novembre) - Patrick stava andando in moto a giocare a calcetto. Gianluca viaggiava da solo in macchina da Roma a Torvaianica. Maurizio era a casa, sul grande soppalco dove aveva messo il letto. Tre vite lontane, tre storie che avevano poco da condividere. Se non la gioventù, dai 23 ai 38 anni, la voglia di vivere, il diritto alla vita, l’amore per le ragazze e un futuro ancora da inventare.

Oggi Patrick, Gianluca e Maurizio abitano sotto lo stesso tetto. Ognuno ha una sua stanza che sembra una piccola casa. Con soprammobili, foto, bandiere della squadra di calcio, brandelli di quello che si sono portati dietro a 'Casa Iride'. La prima residenza in Italia (non stiamo parlando né di una clinica né di un ospedale) che ospita persone in stato vegetativo persistente. Siamo a Roma in via di Torre Spaccata alla Tuscolana. In un piccolo parco stretto tra un campetto di scuola calcio per i ragazzini e i campi di bocce per i nonni. Lì, in fondo al viale, c’è una casetta arancione nuova di zecca. Sette stanze ma solo tre, per ora, sono occupate.

 

... una voce amica ... una speranza

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Carissimi, sono la dottoressa Rosanna Zanini Einaudi.

Dopo aver ascoltato "Porta a Porta" per la morte programmata di Eluana, sento il bisogno di scrivervi, di dirvi la mia rabbia e la mia impotenza, ascoltatemi, spero che voi stiate dalla mia parte, la parte di quelli che lottano per la vita.

   

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