top of page

AI e droni per facilitare la fase post incidente

  • 29 lug
  • Tempo di lettura: 2 min

Va avanti e per fortuna, l’evoluzione tecnologica dei sistemi di intervento e gestione del post-incidente, per rendere l’insieme delle operazioni più veloci e soprattutto utili per la cosiddetta “golden hour”. Presentato recentemente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il Progetto VISTA, messo a punto dal Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro con la Direzione Generale per la Sicurezza Stradale e l’Autotrasporto del MIT, nell’ambito di un accordo interistituzionale tra Pubbliche Amministrazioni indirizzato all’attuazione delle linee strategiche del Piano Nazionale Sicurezza Stradale 2030.

Il progetto si chiama così, VISTA, per far guardare in dettaglio i preziosi minuti del post incidente: un’assistenza che integra drone, trasmissione in tempo reale delle immagini, algoritmi di intelligenza artificiale.

Al momento in fase ancora sperimentale, l’obiettivo è fornire agli operatori del servizio di emergenza un quadro più chiaro e tempestivo della situazione già nei primi minuti successivi all’impatto. L’idea alla base di VISTA è semplice ma strategica: oggi, in molti casi, i soccorritori ricevono inizialmente informazioni frammentarie, spesso trasmesse verbalmente da testimoni o persone coinvolte.

Un drone, tanto per dire, può raggiungere rapidamente il luogo dell’incidente bypassando il traffico e gli ostacoli stradali, sorvolare l’area e trasmettere immagini e video in tempo reale ai centri operativi. A questa capacità di osservazione si affianca il contributo dell’intelligenza artificiale, che permette di analizzare automaticamente le immagini raccolte dal drone.

Gli esperti dell’Università di Bari spiegano: “Gli algoritmi di visione artificiale possono, ad esempio, individuare il numero e la tipologia dei veicoli coinvolti, rilevare la presenza di persone e segnalare possibili situazioni critiche, fornendo agli operatori indicazioni utili per una valutazione più rapida e accurata della scena”.

L’interesse per un’iniziativa come VISTA non è soltanto tecnologico, ma anche sociale ed economico. Secondo la nota del MIT sui costi sociali dell’incidentalità stradale, il costo medio associato a un decesso è pari a circa 1.800.000 euro, quello di un ferito a circa 45.000 euro e quello di un incidente a 12.000 euro.

Applicando questi parametri a recenti dati ISTAT, il costo sociale annuo per l’Italia può essere stimato in circa 18 miliardi di euro. In questo quadro, ogni innovazione capace di rendere più rapido, preciso ed efficace l’intervento post-incidente può produrre un impatto rilevante non solo in termini di vite salvate e riduzione delle conseguenze più gravi, ma anche di contenimento dei costi sociali complessivi.

Il progetto Vista rientra negli obiettivi del quinto pilastro del Piano Nazionale Sicurezza Stradale 2030 (PNSS) relativo alla gestione della fase post-incidente. La foto è del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

 
 
 

Commenti


bottom of page