Passi in avanti per il Progetto di Vita

Qualche passo in più per il Progetto di Vita, pilastro fondamentale del Decreto Legislativo n. 62/2024 sulla disabilità che come previsto dovrebbe entrare a regime il 1° gennaio 2027.
Dal 4 agosto 2026 infatti l’INPS ha attivato due nuovi servizi online nell’ambito del Sistema Informativo Salute, Disabilità e Anziani (SISDA), il cui obiettivo è favorire lo scambio delle informazioni tra INPS, Ambiti Territoriali Sociali (ATS) e altri soggetti interessati e coinvolti, al fine di ridurre gli adempimenti e rendere il percorso più integrato, rapido e vicino alle esigenze della persona.
Con il servizio “Invalidità Civile – trasmissione istanze per il progetto di vita”, la persona con disabilità, può chiedere all’INPS di trasmettere la documentazione all’ATS competente per il comune di residenza, avviando così la trasmissione di tutte le informazioni per il procedimento per l’elaborazione del Progetto di vita. Attenzione però. La riforma è ancora in fase sperimentale, ovvero è valida solo in alcune province pilota del territorio italiano, al momento una sessantina (tra cui Roma, Milano, Catania, Sassari, Torino, Brindisi, Venezia), selezionate dal Ministero per le Disabilità, al fine di testare l’efficienza del nuovo modello.
In ogni caso, le istanze presentate sono quindi rese disponibili, attraverso l’altro servizio, "Invalidità Civile – consultazione istanze per il progetto di vita", agli operatori degli Ambiti Territoriali Sociali e agli altri enti eventualmente individuati dalle Regioni, che possono così avviare e gestire il procedimento di competenza secondo quanto previsto dalla normativa.
Sul sito INPS, sempre a proposito del Progetto di Vita, si sottolinea come quest’ultimo rimanga “il diritto della persona con disabilità di potersi rivolgere ai servizi sociali, sociosanitari, sanitari e al collocamento mirato, al fine di vedersi attivare, secondo le normative vigenti e le modalità previste dagli enti territoriali, le singole prestazioni di cui necessita, senza necessariamente richiedere il progetto di vita”.
Da sapere inoltre che “la scelta di non avviare il progetto di vita non interferisce con l'erogazione delle prestazioni economiche correlate al riconoscimento della condizione di disabilità”, rileva ancora l’INPS che sostiene come Il progetto di vita non si configuri come un mero strumento per una semplice maggiorazione di singole prestazioni sociali, sanitarie, scolastiche, ecc. bensì come il docu
mento di sintesi volto a razionalizzare, integrare e personalizzare i sostegni già spettanti, garantendo l'efficacia degli interventi attraverso un coordinamento unitario di tutte le risorse e semmai la strutturazione di sostegni più flessibili rispetto a quelli standard, ma maggiormente conformi ai bisogni della persona”. E ancora. “In tale ottica, il progetto di vita è "della" persona e non "per" la persona. (foto Freepik by Magnific)





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