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Parole Chiave

Facciamo chiarezza sui giusti termini da usare

Definiamo qui il significato di alcuni termini clinici spesso usati impropriamente. Ci sono infatti vocaboli precisi che definiscono quadri clinici differenti e diversi stadi di recupero e per questo bisogna fare chiarezza: non è la stessa cosa parlare di un paziente in coma o in stato vegetativo, o addirittura in stato di coma irreversibile o di morte cerebrale. Spesso 'coma', 'morte cerebrale' o 'risveglio dal coma' sono parole usate con significati impropri e decisamente fuorvianti.

Con una certa frequenza si legge sui giornali di pazienti in coma da anni che, grazie alla costanza e alla pervicacia della mamma o all’ascolto del cantante preferito, finalmente si svegliano, si alzano e riprendono la loro vita. Purtroppo non è così e la parola "coma" viene spesso usata impropriamente.

Siamo convinti che una corretta informazione possa aiutare  tutte le Persone che vengono colpite da patologie così gravi e possa evitare non realistiche attese nei familiari, oltre a contribuire alla creazione di un sistema che sia sempre più efficace nei confronti di un bisogno della salute a cui corrispondere.

Facciamo Chiarezza

GCA - Grave Cerebrolesione Acquisita

Per Grave Cerebrolesione Acquisita (GCA) si intende un danno cerebrale acuto, dovuto a trauma cranio-encefalico o ad altre cause quali eventi vascolari, ischemici od emorragici, anossia cerebrale, etc, tali da determinare nella fase acuta gravi alterazioni dello stato di coscienza (il più delle volte una iniziale condizione di coma, di durata variabile, ma comunque circoscritta nel tempo), nonché menomazioni complesse a livello sensoriale, motorio, cognitivo o comportamentale, che portano uno stato di grave disabilità.

MCS - Stato di Minima Coscienza

Il termine “Minimally Conscious State” è stato coniato con l’intento di creare un termine diagnostico unico per descrivere un quadro per lo più di evoluzione dallo stato vegetativo. Tale quadro clinico è caratterizzato dalla presenza di:

  • minimi comportamenti spontanei (es. movimento delle dita, chiusura degli occhi etc.)

  • minimi comportamenti in risposta a richieste

  • manifestazioni cognitive che, seppur inconsistenti, sono riproducibili e di durata tale da differenziarli da comportamenti riflessi

 

Il paziente presenta un ritmo sonno-veglia, che può avere un range di vigilanza che va dall’ottundimento alla normalità, dalla evidenza di un seppur limitato contatto ambientale, dalla presenza di manifestazioni tutte inconsistenti ma riproducibili, dalla possibilità di espressione verbale o di comunicazione, fino ad una attività motoria e gestuale finalizzata a comportamenti intenzionali. Sono necessarie osservazioni prolungate e ripetute per poter stabilire se una risposta osservata è la conseguenza di un evento ambientale specifico o è una semplice coincidenza.

Lo Stato di minima coscienza si inserisce come quadro clinico più individuabile e definito nel più vasto campo dei cosiddetti Low Level Neurological States (LL NS), cioè un gruppo di quadri clinici dove sono presenti dei segni meno evidenti e non sempre riproducibili di evoluzione da uno stato vegetativo.

SV - Stato Vegetativo

“this is a state of being awake but unaware” - “questo è uno stato di veglia non consapevole”

L’aggettivo “vegetativo” è da riferirsi alla ripresa dell’attività del sistema nervoso vegetativo o autonomo e non, come la parola potrebbe far erroneamente intendere, a uno stato “da vegetale”. Il quadro clinico si manifesta con:

  • apertura degli occhi

  • presenza di funzioni vegetative o autonome

  • presenza di più o meno rudimentali pattern sonno-veglia registrabili all’elettroencefalogramma (EEG) e indipendenti dal ritmo circadiano giorno-notte

  • presenza di motilità automatica e di risposte riflesse

  • mancanza di interazioni con l’ambiente

  • assenza di evidenti funzioni cognitive o di attività di coscienza

  • assenza di motilità intenzionale

 

Una persona in stato vegetativo non necessita di apparecchiature tecnologiche di supporto o mantenimento, se e nella misura in cui vi sono autonome, funzioni vitali quali l’attività respiratoria, cardiaca, circolatoria e  termoregolatrice. Giace ad occhi aperti, non è in contatto con l’ambiente che lo circonda, non manifesta funzioni mentali né consapevolezza di sé stesso, non presenta espressione verbale né forme alternative di comunicazione, non ha gesti funzionali ma spesso presenta una ricca motilità di tipo riflesso.

Ciò implica che , aprire gli occhi e uscire dalla fase iniziale di  coma non significa riprendere la consapevolezza di sè e il contatto con il mondo esterno.

Convenzionalmente, lo stato vegetativo veniva definito “permanente” dopo 12 mesi dall’evento (Multi-Society Task Force in PVS - New Engl. J. Med. 1994; 330: 1490-508). Tale etichettatura è ormai in disuso, poiché clinicamente si è constatato che le possibilità di evoluzione possono esserci anche a distanza di molti anni. Per cui oggi è più idoneo indicare esclusivamente il tempo intercorso dall’inizio dello stato stesso o tutt'al più definire questo stato come "persistente".

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