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La legge per il riconoscimento dei caregiver: primo ok della Camera

11 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Passi in avanti per il disegno di legge “Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari”, ovvero i caregiver che, secondo i dati dell’Istat, in Italia sono almeno 7 milioni.

I sì sono stati 153, i no 105, gli astenuti 5. Il disegno di legge ha l’intento di valorizzare la figura del caregiver familiare anche con sostegni economici fino a 400 euro mensili con le risorse che arrivano dalla scorsa legge di Bilancio: 257 milioni di euro l'anno per il 2026-2028.

Da ricordare che, per diventare legge, il testo dovrà ora passare al Senato.

I 18 articoli previsti definiscono per legge chi è il caregiver familiare, evidenziando quattro profili secondo le ore di assistenza settimanali, dandogli anche un ruolo nella valutazione multidimensionale e nel Piano assistenziale individualizzato (PAI) della persona assistita. Non solo. È prevista la sua partecipazione all’unità di valutazione multidimensionale e alla predisposizione del progetto di vita della persona con disabilità.

Per quanto riguarda i profili di caregiver, nel dettaglio sono: caregiver prevalente, ovvero una persona che presta almeno 91 ore settimanali di assistenza e convive con la persona assistita non autosufficiente; caregiver convivente, con la prestazione di almeno 30 ore settimanali, ma meno di 91, e convivente appunto con la persona assistita; caregiver non convivente, che presta almeno 30 ore settimanali senza che sia richiesta la convivenza; caregiver con impegno ridotto, che presta cioè almeno 10 ore settimanali e meno di 30.

Dal 2027 è previsto un contributo fino a 400 euro mensili (con un massimo di 1200 euro trimestrali) per i caregiver prevalenti. Per accedere al beneficio occorre rispettare determinati requisiti, tra cui non svolgere attività lavorativa oppure svolgerla con un reddito lordo annuo non superiore a 3.000 euro, nonché avere un ISEE non superiore a 25.000 euro.

Il contributo può essere riconosciuto per ciascuna persona assistita, fino a un massimo di due assistiti.

Per i caregiver con impegno ridotto sono previsti strumenti per favorire la conciliazione tra assistenza, lavoro e studio.

Ad esempio, per il caregiver che assiste un familiare mentre frequenta un percorso scolastico o universitario è previsto che le competenze maturate nell’attività di cura potranno essere certificate e utilizzate come crediti formativi per l’acquisizione della qualifica di operatore sociosanitario o di altre figure professionali dell’area sociosanitaria, secondo i criteri previsti.

Per gli studenti caregiver delle scuole secondarie, tali competenze potranno essere valorizzate nell’ambito del colloquio dell’esame di maturità.

Il riconoscimento del ruolo di caregiver passerà da una procedura telematica INPS, attivata entro il 2 gennaio 2027, che rilascerà in 30 giorni il certificato con qualifica e profilo.

Per il ministro per le disabilità Alessandra Locatelli, il via libera è “un punto fermo per la dignità della vita e del compito di cura di ogni familiare. Da qui non si tornerà più indietro, ma si potrà solo andare avanti". Locatelli ha anche aggiunto: “Questa legge, a tutele differenziate, parte dal garantire un sostegno concreto anche dal punto di vista economico a chi ha un carico di cura 24 ore su 24, e le tutele sono differenziate proprio per questo, garantendo sostegni e misure ad intensità differente se differente è l'impegno anche nel carico di cura”. (foto Freepik by Magnific)

 

 
 
 

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