Roccella: pronto anche il «Libro bianco» sulle buone pratiche Fisichella: la legge sia un concreto aiuto alle famiglie Lo Stato ne riconosca il ruolo sociale

DA R OMA EMANUELA VINAI
Una proposta di linee guida per l’assistenza, da discutere con le Regioni, e la presentazione di un “Libro bianco” di buone pratiche. Questi, in sintesi, gli impegni del Governo per la cura degli stati vegetativi anticipati dal sottosegretario Eugenia Roccella intervenuta ieri al convegno “La persona …innanzitutto”, giornata di lavoro sulla realtà dello stato vegetativo, promossa a Roma dall’Associazione Risveglio O.N.L.U.S..
L’onorevole Roccella ha ricordato come il ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche sociali, fin dal suo insediamento, segua con attenzione le persone in grave stato di disabilità e, in particolare, si sia finora mosso su tre fronti paralleli: la commissione di studio sugli stati vegetativi e di minima coscienza, presieduta dal professor Gian Luigi Gigli; l’istituzione del Seminario permanente con le associazioni impegnate nell’assistenza e cura; il finanziamento per la ricerca in questo settore. I primi obiettivi sono già in dirittura d’arrivo. Entro dicembre, la commissione di studio avrà terminato l’elaborazione di una bozza di linee guida, da condividere con le Regioni. Allo stato attuale non ci sono protocolli di azione condivisi e omogenei per il trattamento dei pazienti in stato di gravissima disabilità e ciò comporta una notevole dispersione di risorse finanziarie e organizzative. Per ottimizzare la gestione dei mezzi in campo e per promuovere la qualità dei servizi, è in stampa anche il “Libro bianco” delle buone pratiche, stilato dalle stesse associazioni impegnate nell’assistenza, coordinate da Fulvio De Nigris presidente della O.N.L.U.S. “La casa dei risvegli - Gli amici di Luca”. «Prima di allocare le risorse è fondamentale individuare il percorso», ha commentato il sottosegretario, portando l’esempio del dissesto sanitario della Regione Lazio che ha oggi determinato una stretta sui finanziamenti che sta mettendo in grave difficoltà le strutture sanitarie assistenziali. Il problema dell’incidenza dei tagli sulla qualità dell’assistenza è stato sollevato anche da Rita Formisano, primario dell’Istituto Santa Lucia Irccs di Roma, e da Rachele Zylberman, primario dell’Unità riabilitazione Gca S. Raffaele di Velletri. L’arcivescovo Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha ribadito l’impegno della Chiesa per la salvaguardia della dignità imprescindibile della persona: «Ci sono concetti, battaglie, situazioni, che ci coinvolgono e interpellano tutti, credenti e non credenti, come l’imprescindibile inviolabilità della persona umana». Parlando poi della legge sul biotestamento, il presule ha sottolineato la necessità che lo Stato si assuma le sue responsabilità. «Stiamo facendo di tutto perché in questa nuova legge sul fine vita ci sia un concreto e reale aiuto dello Stato alle famiglie, perché lo Stato nel momento in cui accetta di assumersi la responsabilità della dignità della persona, deve riconoscere anche il ruolo sociale della famiglia». In tal senso «la legge deve garantire che il rispetto della vita umana sia fino alla fine», ha concluso Fisichella, ribadendo che «alimentazione e idratazione rappresentano sostegni vitali e non terapie».